Parola alcuna fu pronunciata da Chantal per alcuni istanti.
Con insistenza guardò fisso negli occhi dello zio,per un tempo indefinito,come ad attendere che egli vi leggesse le pene del cuore taciute dalla bocca.
E sentì l'inquietudine assalirla ancor di più quando vide lo zio turbato.
Si pentì dell'avergli trasmesso la sua apprensione.
Ma da quando aveva appreso i nomi dei rivoluzionari Chantal era divenuta più sospettosa,non meno dello zio,era pur vero che la rivolta mirava a declassare il potere di circoscrizioni politiche ben precise,ma ella temeva che proprio da qualche amico potesse giungere il tradimento,e nutriva pena per le sorti dello zio.
L'università era privilegiato luogo di corruzione e suo zio,in quanto precettore,ne soffriva.
Cercò,comunque,di rasserenarlo,egli era destato da preoccupazioni per la sua condizione anche per le responsabilità a cui assolveva nel suo incarico di tutore della nipote.
La ragazza allora li congedò,cercando di non impensierire oltre lo zio.
"Sì,è tardi,andate voi,zio,disporrò per la cena e,nell'attendervi,riordinerò i documenti che avete tralasciato incustoditi nello studio.Siate prudente,ve ne prego."
Poi,volgendosi al ragazzo:"Sarei più tranquilla se lo accompagnassi anche lungo la strada del ritorno.Pregherò per tuo nonno".E,abbracciando lo zio con gli occhi:"Andate in fede,e che Dio vi assista."
Chantal si portò subito dinnanzi alla grande vetrata per vederli uscire e seguirli fino a che l'imbrunire non avesse inghiottito le loro sagome.
Ma era agitata,ed impaziente,i suoi occhi sgranati si illuminavano delle ultime luci che giungevano dal sole morente all'orizzonte.
Indossava una leggera veste bianca di georgette,fu colta da un brivido improvviso.Si strinse allora nelle braccia e cercò di riordinare i pensieri.Oramai non badava più al fatto che,appena fosse rientrata in casa,si mettesse a piedi nudi.Ma il fresco di quella sera di fine estate le fece percepire ancor più una sensazione di freddo nell'anima.
Ultima modifica di Chantal : 10-09-2011 alle ore 17.21.52.
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