Discussione: Il Giglio Verde
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Vecchio 17-10-2011, 03.19.24   #662
Guisgard
Cavaliere della Tavola Rotonda
 
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Cavaliere della tavola rotonda
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Guisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare bene
Gaynor era ritornata sul ponte della nave.
Il vento era forte e scuoteva il mare, insieme agli animi della ciurma.
Quel vento sembrava recare con sé un lamento.
Il lamento dei dannati dell’Inferno.
Ad un tratto uno dei marinai indicò qualcosa che dalle tenebre pareva prendere forma.
Seguirono attimi di confusione mista a preoccupazione.
Qualcuno gridò, qualcuno altro inveì contro il Cielo.
Altri invece maledirono se stessi.
Una sagoma scura si avvicinò e speronò la nave.
Alcuni uomini saltarono sul ponte e cominciarono a scontrarsi con la ciurma.
Gaynor era confusa.
“Madame, andate sottocoperta, presto!” Gridò qualcuno dell’equipaggio.
Ma qualcuno le si avvicinò, prendendola e facendole perdere i sensi.

"Hai letto, ti piace?" Chiese Gaynor a Missan.
"Si, l'ho letto ieri notte." Rispose questi.
"Allora?"
"Beh, un trattato sull'Amor Cortese non è proprio ciò che gli altri si aspettano da te."
"Non mi interessa il loro giudizio." Disse Gaynor. "Tu cosa ne pensi?"
"E' scritto bene, è gradevole, si legge tutto d'un fiato..."
"Ma?"
"Gaynor..." fissandola Missan "... storie di amanti, di grandi amori... hanno ormai fatto il loro tempo... e poi tutti quei richiami alla religiosità... sai che gli altri non apprezzerebbero se leggessero..."
"L'amore, quello vero, è sacro!" Replicò lei. "E non è di questo mondo! In qualsiasi modo tu lo voglia chiamare!"
"Stai solo perdendo il tuo tempo e le tue energie con queste sciocchezze..." con un sorriso bonario lui "... dai, dimentica tutte queste cose... domani sarà un giorno importante... ci riuniremo nel Palazzo della Ginestra."

Gaynor fu destata da quel sogno, eco di un ricordo lontano, da quel lieve alone che le riscaldava il volto.
Proveniva da una lampada.
La ragazza si guardò allora intorno.
Era in un morbido letto, avvolta in preziose e profumate sete d’Oriente.
La stanza era abbellita da diversi monili, tele e mobili di gusto esotico e nell’aria era diffusa la delicata fragranza di un’essenza sconosciuta, ma ammaliante per i sensi.
Nel mezzo della stanza, proprio davanti al letto in cui si trovava, vi era un tavolino d’ebano, intarsiato di madreperla, con varie incisioni raffiguranti scene di caccia alla tigre e ad altri animali rari o leggendari.
Sul tavolino vi erano diversi calici di cristallo e ottone, ricolmi di un qualche elisir del colore della porpora più pura.
Ed alzando lo sguardo, Gaynor, si accorse di non essere sola; nella stanza vi era infatti un ragazzo dalla pelle scura e di corporatura esile.
Era abbigliato con vesti di gusto orientale e la fissava senza dire nulla.
In quel momento Gaynor si accorse di non avere null’altro addosso, da quelle sete che l’avvolgevano.

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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO

Ultima modifica di Guisgard : 17-10-2011 alle ore 03.33.41.
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