Sono lieto di risentirvi, Sir Guisgard, bentornato a Corte.
A dispetto di quanto dicono le vostre ancelle, giustamente invaghite di voi, e nell'impossibilità di potervi chiamare con tutti i nomi di cavalieri che avete brillantemente ripercorso, io vi chiamerò Galahad.
Sangue impetuoso e passionale, come si confà al figlio di Lancillotto, scorre in voi, ma è posto al servizio di un Ideale più alto e puro. Le doti del padre vivono attraverso il figlio, depurate dei precedenti difetti.
Galahad è sintesi perfetta fra Artù e Lancillotto, figlio di quest'ultimo, estrae la spada dalla roccia come il primo, e siete sul seggio periglioso ancor prima di trovare il Graal, segno acclarato di quanto forte fosse la consapevolezza del giovane cavaliere.
Non credo di potervi fare complimento più grande di questo, e spero vi sarà bene accetto