Discussione: Il Giglio Verde
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Vecchio 10-11-2011, 01.33.09   #1083
Guisgard
Cavaliere della Tavola Rotonda
 
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Guisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare bene
“Allora stanotte, mia dolce sposa, assaporerai un po’ della magia delle tue terre con questa festa di San Martino.” Disse Orlando ad Altea.
I due sposi allora, appena usciti dalla locanda, si diressero verso il porto.
Qui c’era radunata buona parte degli abitanti del borgo, tutti in attesa dell’inizio dei festeggiamenti.
Il porto era in realtà un piccolo molo, con una stradina stretta ma caratteristica, che attraversava delle tipiche case da pescatore, rivestite da uno strato di calce bianca come si può vedere in molti villaggi delle isole sparse per il Mediterraneo.
Le case scendevano poi sul mare ed un faro lontano col suo fascio le attraversava, per poi abbandonare un attimo dopo il tutto di nuovo al manto della notte.
I primi falò erano già stati accesi e attorno a questi molti giovani del posto avevano cominciato a ballare e a cantare.
Orlando ed Altea così si unirono a quei giovani e alla loro gioia di vivere.
“Avanti, signori!” Gridò all’improvviso un ometto. “Chi di voi vuol dimostrare la sua forza contro Hursus?”
E alle spalle, quasi affondando i piedi nella sabbia per l’enorme peso, stava un gigante di quasi due metri.
“Su, non abbiate paura!” Continuò l’ometto. “Sono pronto ad accettare qualsiasi scommessa! Su, non è roba per molli aristocratici, ma solo per veri uomini!”
“Quell’ometto ed il suo fenomeno da baraccone” fece Orlando ad Altea “mi suggeriscono un’idea…” fissò sorridendo sua moglie “… sentito cosa ha detto? Una sfida non per molli aristocratici… chissà, ma forse se riuscissi a battere quel gigante, riuscirei a farti abbandonare quel tuo formale modo di rivolgerti a me… dandomi così finalmente del tu.”
“Ma cosa vedo, miei signori…” gridò l’ometto “… vi è forse un pretendente?”
“Se ne cercavate uno, l’avete appena trovato, amico mio!” Disse Orlando.
Si voltò poi di nuovo verso Altea e la baciò.
“Questo bacio mi porterà fortuna.” Sorridendo. “E vediamo se riuscirò a meritarmi un tono più confidenziale da parte tua.” Le fece l’occhiolino e raggiunse l’ometto ed il suo gigante.
“Però, ne ha di coraggio quel tipo!” Esclamò qualcuno dei presenti.
“Già, io non combatterei mai contro quel gigante.” Gli fece eco un altro.
“Nessuno vuole scommettere?” Chiese l’ometto alla folla.
“Io scommetto sul gigante!”
“Anche io!”
“Si, pure io!”
Si udì tra i presenti.
“Eh, non hanno fiducia in voi, amico mio.” Disse l’ometto ad Orlando.
“Magari smentirò i pronostici.” Sorridendo Orlando.
I due contendenti così raggiunsero la piccola spiaggia, mentre tutti i presenti si misero in cerchio attorno a loro.
“Che vinca il migliore!” Fece l’ometto, dando inizio all’incontro.
Orlando subito si lanciò su Hursus, ma questi lo afferrò e poi lo lanciò tra gli spettatori.
“Chiedo scusa.” Disse Orlando a quelli, per poi lanciarsi di nuovo sull’erculeo avversario.
“Eh, vostro marito possiede davvero un coraggio da leoni.” Uno degli spettatori ad Altea. “Io non sfiderei mai un colosso come quello.”
“Speriamo solo che non venga colpito sul volto…” fece una ragazza tra i presenti “… è così bello!”
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