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Originalmente inviato da gwen
ma che si beva inconsapevolmente un filtro, o che si metta un piede in fallo, o che si capiti nel posto giusto al momento giusto, o al posto sbagliato, nel momento sbagliato..(queste sono cose che in fin dei conti si comprendono solo dopo  )...amica mia.. cosa cambia?
forse il filtro è la metafora del destino, della sorte che in qualche modo ognuno di noi "beve" involontariamente.
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Si in un certo senso è vero. Però nel caso di Tristano e Isotta il filtro è metafora di passione. Non voglio diventare noiosa e cercherò di rimanere in contesto: io capisco benissimo voi cosa intendete: vi soffermate sull'aspetto sentimentale della visione delle cose però ricordate: siamo in periodo corte: l'amore passionale è in contraddizione con il mondo cortese, ossia dell'amore vissuto a "distanza"(quello di cui De Troyes invece cerca di esporre sul suo Cliges ma alla fine anche i due amanti si abbandonano ad un amore passionale).
Personalmente anche io mi abbandonerei ai sentimenti e darei più ragione al cuore

Ma nel racconto in questione non è cosi: la passione è avvenuta grazie ad arteficio, ossia il filtro/beivre