Quei baci, quelle carezze che mi infuocavano persino l'anima.
Poi quelle parole sussurrate che raggiunsero il profondo del mio cuore, lasciandovi un'intensa felicità.
Il mio abito scivolava via, e io lo aiutai, insofferente, fino a restare nuda su quella fredda pietra.
Pensai che forse saremmo stati più comodi nella mia camera, ma infondo nella mia camera potevano entrare le ancelle, nella stanza del cuore no.
Era solo per noi, ora.
Eravamo noi i padroni del Cuore, dopotutto.
Il mio corpo era così caldo che forse scaldò la pietra sotto di me.
Allora iniziai a spogliarlo, con avidità e desiderio, baciando dolcemente la sua pelle, mano a mano che veniva liberata dai vestiti.
Ero felice, come non lo ero mai stata.
Ero libera, per la prima volta.
Ero sua, per sempre.
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