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#281 |
Cavaliere della Tavola Rotonda
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Residenza: Dalla terra più nobile che sorge sotto il cielo
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Missan fissò per alcuni istanti quel pugnale mostrato da Gaynor.
“Sai bene che il frutto delle confische appartiene al popolo e che deve essere custodito dal governo…” la guardò “… ma del resto la repubblica dovrà pur pagare questi nostri servigi… prendilo pure… ma bada che è un pegno per la nostra missione… se dovessimo fallire quel pugnale finirà nei beni dello stato…ma per ora quel pugnale è tuo.” E le sfiorò allora i bei capelli di quel rosso vivo e fissò i suoi occhi verdi e languidi. Cominciarono allora i preparativi per la partenza. L’indomani, al porto di Calais, ormai sorvegliato notte e giorno dalla Guardia Repubblicana, un battello attendeva Missan, Gaynor e Mercien per condurli a Dover, in Inghilterra. Poco dopo il battello salpò e cominciò a navigare sulla Manica. “Ci recheremo a Camelot.” Spiegò Missan ai suoi due compagni. “E’ lì che hanno trovato rifugio i nobili scappati da Magnus e gli ecclesiastici messi in salvo dai nostri nemici. E’ molto probabile dunque che in quel reame si trovi anche il Giglio Verde. Ovviamente muoverci in quegli ambienti per noi sarà tutt’altro che facile. Ci odiano per la nostra libertà e ci ostacoleranno in tutti i modi.” “Allora non abbiamo possibilità!” Intervenne Mercien. “Ma noi siamo scaltri.” Sorridendo Missan. “Ed abbiamo risorse che loro neanche sospettano… a Camelot possiamo contare su una nostra spia… una persona insospettabile… e ci darà tutto il suo appoggio per riuscire…” E poco dopo il battello avvistò le bianche scogliere di Dover. ![]()
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#282 |
Cittadino di Camelot
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<<Si mi ha preso il nipote di Lord Tudor come scudiero milord!>>
Feci salire l'uomo nella carrozza.. <<Ok adesso proviamo di nuovo..>> Feci schioccare le redini urlando <<YA!>> I cavalli partirono di nuovo impazziti.. Non riuscivo a sentire il Lord che gridava qualcosa dalla carrozza.. Bruciavamo chilometri su chilometri.. Fortunatamente avevo imparato come si frenava e un'attimo prima di spiaccicarci sulle mura del castello tirai le redini fermando i cavalli.. Scesi che ancora mi girava la testa.. Scese anche il Lord ma non so forse per il tragitto violento non riuscivo a capire se era arrabbiato o divertito..
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#283 |
Cittadino di Camelot
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" scusatemi lord Carrinton , qualunque dama che non sia una sciocca resterebbe ammaliata dalle vostre parole.
Voi siete come un dolce vento che sfiorando il viso , regala dolci carezze . Apprezzo ogni vostra parola e ogni vostro gesto , ma non riuscirò a contracambiare la vostra dolcezza , come forse voi vi aspettate da me". Lasciai che la sua mano tenesse la mia...sentivo il suo calore attraversare la mia pelle per arrivare diritto al mio cuore . Forse mi stavo innamorando di lui? O forse era solo il suo fascino ad occupare una parte dei miei pensieri...di certo non volevo che lui se ne accorgesse.... " La notte era fresca e sotto la grande veranda l'umidità della notte iniziava a farsi sentire. Avvertì un piccolo brivido di fresco sulle mie nude spalle. "..e poi un dono?...per me?...mi sorprendete ogni giorno di più..il più bel dono che mi avete offerto è stato l'altro ieri ..quella bellissima giornata trascorsa nella valle dei due amanti... Di colpo sentì il suo respiro sempre più accanto al mio....ed ecco che le mie labbra trovarono le sue... erano morbide..sapevano di tabacco ..un sapore dolcissimo.. " Volevate il vostro sogno?...eccolo... ma ricordate domani mattina...tutto ciò vi verrà cancellato dalla mente... un sogno esiste solo per una notte.. ![]()
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#284 |
Cittadino di Camelot
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Seguii ogni suo movimento, guardai la sua figura cosi' salda....fiera, non apparteneva al mio mondo, lo sentivo tra le sue parole, lo avvertivo da ogni movimento....era corretto, quelli erano i patti non dovevo chiedergli nulla e nulla mi avrebbe chiesto. Lo sentii spiegarmi l'andamento politico...di una strana rivoluzione, che ci avrebbe procurato da li a poco dei grossi problemi.......Lo seguii mentre mi indicava quello che era il suo rifugio durante le notti buie !!!!....Lo seguii mentre si accomodava alla bene e meglio su due vecchie sedie !!!....Mi sentii improvvisamente sola e triste.....mi mancava casa,rimasi seduta per qualche momento......mi alzai e spensi le candele, riposi il libro nella mia bisaccia, volevo uscire fuori a respirare aria pulita , guardai la schiena dell'uomo che divideva con me lo stesso tetto...e forse avrebbe condiviso parte della sua vita !!!....non uscii non volevo crearglli problemi, se li avrebbe avuti non sarebbe stato per causa mia.......Mi sedetti dinuovo sulla panca e poggiai il capo sul tavolo.........e mi sembro' di respirare profumi di erbe selvatiche.....odore di terra bagnata...e scivolai in un sonno appagante.....MNi svegliai alle prime luci dell'alba.......lo vidi dormire....c'era freddo..e gli poggiai il mio mantello sulle spalle !!....volevo preparare qualcosa di caldo, non c'era nulla........mi venne da ridere........Potevo solo fare del vino cotto.....!!!
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#285 |
Cittadino di Camelot
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Alle parole di Lyo ero pronta a sferrare un attacco con le parole, visto che il bel giovane mi aveva ingannata, quando mi sentii girare la testa e mi accorsi che il bel destriero del cavaliere era innervosito da qualcosa. Appena approdammo al suolo mi avvidi di una povera donna vestita di lerci stracci, e i miei occhi si spalancarono intimoriti, toccai lo smeraldo della spada di mio padre, che ben tenevo nascosta. Subito sentii quella donna celava qualche oscuro mistero e infatti appena udii le sue parole guardai Lyo sperando il giovane non si lasciasse attrarre dalla curiosità. Il fato lo creiamo noi, pensai, non è dettato dal destino. "Gentile signora, vi ringrazio molto, ma tenete questa moneta e proseguite.....". Mi affrettai a dare una moneta alla donna, sperando continuasse il suo cammino senza proferir parola.
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"Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte". E.A.Poe "Ci sono andata apposta nel bosco. Volevo incontrare il lupo per dirgli di stare attento agli esseri umani"...cit. "I am mine" - Eddie Vedder (Pearl Jam) "La mia Anima selvaggia, buia e raminga vola tra Antico e Moderno..tra Buio e Luce...pregando sulla Sacra Tomba immolo la mia vita a questo Angelo freddo aspettando la tua Redenzione come Immortale Cavaliere." ![]() Ultima modifica di Altea : 17-09-2011 alle ore 23.39.39. |
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#286 |
Cavaliere della Tavola Rotonda
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Le labbra di Gonzaga prima sfiorarono, poi si unirono a quelle di Carrinton in un bacio.
Un bacio lungo quanto un istante. Un istante intenso, travolgente. Ed un istante altro non è che un bagliore d’eternità. “Domani tutto questo dunque finirà?” Sussurrò lui, mentre i suoi occhi si perdevano in quelli di lei. “Durerà quanto un sogno, per poi svanire con l’albeggiare? E sia… ma almeno per questa notte sarete mia… ed io, da domani, vivrò di questi istanti rendendoli eterni e farne poi l’unica ragione della mia vita…” Si tolse allora il mantello e lo posò delicatamente sulle nude e graziose spalle di Gonzaga. “Così non sentirete l’umidità di questa notte, milady…” Estrasse poi qualcosa da una tasca. Era avvolta in un prezioso fazzoletto di seta bianca. “Questo è il mio dono per voi, milady…” aprendo quel fazzoletto e mostrando a Gonzaga il contenuto. Era una piccola chiave dorata con una catenina. “Visto che quella vecchia torre diroccata, quella in cui vi è la leggenda dei due amanti, vi aveva tanto affascinata…” disse “… l’ho acquistata… era di un vecchio signorotto che vive a Londra… vi ho fatto costruire un cancello e questa ne è la chiave… ora ogni qualvolta desidererete vivere la triste storia dei due sfortunati amanti, questa chiave ve lo permetterà, aprendovi le porte di quella lontana leggenda…” ![]()
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#287 |
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Il gallo cantò e l’Oriente cominciò a schiarirsi.
L’aria del mattino era fresca, quasi pungente e la foschia cominciava a dissolversi man mano che il cielo si illuminava. Tutto attorno a quella casa sembrava come ammutolito. “Avete dormito bene, madame?” Disse l’uomo avvicinandosi ad Elisabeth. “Spero che quel lettino sia stato perlomeno accogliente… questo è vostro.” Porgendole il mantello con cui lei lo aveva coperto. “Vi ringrazio.” Sorridendo. “Ho visto che vi guardavate intorno… non abbiamo granché per una degna colazione, fatta eccezione per del pane nero ed un paio di mele forse un po’ troppo mature… ma non disperate, non vi lascerò digiuna.” Accennò una risata. “Del resto, come dice qualcuno, la colazione è il pasto più importante della giornata.” Sistemò alcune cose in una vecchia borsa sbiadita, che poi richiuse con molta attenzione. Ad un tratto si udirono dei passi provenienti dall’esterno. Un attimo dopo qualcuno bussò con vigore alla porta. “Latte!” Gridò quella voce da fuori. L’uomo allora aprì la porta. “Il solito mezzo litro?” Chiese colui che aveva bussato alla porta. “No, un litro intero.” Rispose l’uomo. I due si scambiarono una fugace occhiata. Il lattaio allora si guardò prima intorno, per accertarsi che non ci fossero occhi indiscreti, e poi consegnò, insieme al latte, un biglietto ripiegato più volte a quell’uomo. Un attimo dopo era già svanito nella strada. “Ecco...” disse l’uomo richiudendo la porta “… ora abbiamo anche del latte fresco.” Preparò allora la colazione. “Latte, pane e mele.” Portando il tutto a tavola. “Fidatevi, madame, se vi dico che nessun nobile o chierico di questo paese stamani può permettersi qualcosa di meglio.” Rise di gusto, per poi invitare Elisabeth a prendere posto a tavola. Ma la donna aveva notato che l’uomo, in maniera sospetta, si era affrettato a nascondere in una tasca il misterioso biglietto consegnatogli dal lattaio.
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#288 |
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La vecchia zingara era apparsa come dal nulla, arrivando quasi a far imbizzarrire il cavallo sul quale si trovavano Lyo e Altea.
“Non siete dunque attratta dal futuro, milady?” Chiese Lyo ad Altea. “Perché allora pagare con una moneta questa donna?” Sorrise fissandola negli occhi. “Lascia stare quella moneta e prendi invece questa.” Rivolgendosi poi alla zingara e lanciandogli una sua moneta. “Avanti, dimmi cosa ha in serbo il destino per me…” La donna si avvicinò e cominciò a leggere la mano del cavaliere. “Audacia, coraggio e fortuna vedo attorno a voi…” mormorò. “Si, devo dire che madonna Fortuna oggi sembra essermi amica.” Disse Lyo fissando la bella Altea. “Non interrompetemi…” sibilò la vecchia. Lyo fissò Altea e fece una smorfia in direzione della zingara. “La fortuna è come la marea…” continuò questa “… va e viene, sale e scende… attento, cavaliere… un uomo vestito di rosso… sta per giungere… e vedo… vedo…” “Cosa vedi?” Domandò Lyo. La vecchia emise un gemito e scosse il capo, come a volersi destare da un pensiero. “Nulla…” mormorò “… non vedo nulla…” lanciò un’occhiata poi ad Altea “… le forze del male, mia signora… sono ovunque… sono animate da oscuri demoni, che hanno come unico scopo quello di tormentarci…” In quel momento il cavallo di Lyo lanciò un nitrito. “Smettila con questi discorsi, vecchia!” La zittì Lyo. “Non ti ho dato quella moneta per udire oscuri presagi.” Ad un tratto un verso stridulo si sentì nell’aria e un figura nera e velocissima sfiorò le loro teste. Un attimo dopo un nibbio dalle piume scurissime si posò sul braccio della vecchia zingara, che cominciò a fissare Lyo ed Altea con un enigmatico sorriso, più simile ad un ghigno. “Perdonatemi, signore…” disse “… non volevo spaventarvi… che il Cielo vi assista…”
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#289 |
Cavaliere della Tavola Rotonda
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Il carretto giunse rapido al Belvedere, per arrestarsi proprio davanti al portone del palazzo.
Un attimo dopo Daniel e Hagus furono fatti entrare. “Sei un fulmine, ragazzo!” Esclamò divertito Hagus. “Abbiamo quasi gareggiato con il vento!” “Bentornato, signore.” Disse Jalem avvicinandosi al carretto. “Lord Tudor vi sta attendendo nella biblioteca.” “Lo raggiungerò subito.” Annuendo Hagus. “Grazie, Jalem. E grazie anche a te, ragazzo.” Voltandosi verso Daniel. “Io accompagnerò sir Hagus dal duca, tu riporta il carretto nelle scuderie e poi pensa a dar da mangiare e bere al cavallo.” Disse Jalem a Daniel. “E quando avrai finito, recati da sir Guisgard.”
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#290 |
Cittadino di Camelot
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La notte volò via insieme ai suoi sogni, il sole era già sorto e prometteva una bella giornata.
Mi preparai indossando abiti comodi , oggi avevo proprio voglia di una bella cavalcata con il mio Starlight...non c'era cosa più rilassante di questa. Scesi nella grande sala con l'intenzione di fare colazione , ma passando davanti alle finestre delle cucine , mi tornarono in mente vecchie scene di vita familiare, quelle in cui io adoravo rifugiarmi nelle cucine e fare lunghe chiaccherate con il personale di servizio. Mi trovavo a mio agio con loro riuscendo a scordarmi rigide regole protocollari e ad essere sotto certi aspetti me stessa. Percorrendo il viale che mi portava all'ingresso riservato alla servitù notai quel giovane garzone..Daniel ..si chiamava cosi...era diverso rispetto all'ultima volta che lo vidi...abiti meno logori e una padronanza nel muoversi che mi colpì. Pensai tra me " Forse il duca ha ascoltato le mie parole..speriamo...sarei rimasta delusa. Chissà se mai un giorno avesse trovato il suo vero padre....
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