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#661 |
Cavaliere della Tavola Rotonda
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“Bah… sinceramente non ti capisco…” mormorò Renart mentre fissava Talia “… stessa barca? Cosa vuoi dire? Cosa hai da spartire con quello, tu?” Guardò poi davanti a loro la sagoma di Tafferuille che si allontanava. “Alla taverna? Mah, nulla di che…” continuò con fare distratto “… ho bevuto qualche bicchiere e cantato qualcuna delle canzoni che un gruppo di gitani ha improvvisato… poi, per il resto del tempo, ho atteso te nel luogo del nostro appuntamento…”
Poco dopo i tre giunsero al carrozzone. Qui erano in atto le prove per uno degli spettacoli che la compagnia aveva nel suo repertorio. “Alla buonora!” Esclamò il vecchio Essien. “Lieto che non abbiate perso la strada per ritrovarci! Temevamo di aver smarrito Colombina ed il suo spasimante!” “Padrone, siamo giovani ed ogni tanto qualche svago ci sarà pur concesso, no?” Sorridendo malizioso Renart e stringendo a sé Talia. “Non durante il tempo da dedicare alle prove!” Tuonò Essien. “E da quando poi la tua favella è diventata così lesta ed arguta? Ti consiglio di conservare questo tuo insolito estro per le prove, mio buon Adone!” “Adone?” Ripeté sorpreso Renart. “Cos’è, il nome di un nuovo personaggio nello spettacolo? Avete cambiato copione, padrone?” “Hai ragione, amico!” Mordendosi le labbra Essien. “Tu non puoi interpretare Adone… no, per te occorre un altro mitico bellone… vediamo… si, Narciso!” Esclamò sarcastico. “Tanto bello da innamorarsi della sua stessa immagine riflessa… ma tanto scemo da morire nel cercare di abbracciarla!” Renart sgranò gli occhi. “Avanti, indossate i costumi che tocca a voi!” Continuò Essien, fissando Talia ed il bel soldato. “Essien…” mormorò Tafferuille “… prima di cominciare dovrei parlarti…” “E’ urgente?” “Temo di si…” rispose l’uomo dalla maschera. Essien allora, senza batter ciglio, si allontanò con lui nella campagna che circondava il carrozzone.
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#662 |
Cavaliere della Tavola Rotonda
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Gaynor era ritornata sul ponte della nave.
Il vento era forte e scuoteva il mare, insieme agli animi della ciurma. Quel vento sembrava recare con sé un lamento. Il lamento dei dannati dell’Inferno. Ad un tratto uno dei marinai indicò qualcosa che dalle tenebre pareva prendere forma. Seguirono attimi di confusione mista a preoccupazione. Qualcuno gridò, qualcuno altro inveì contro il Cielo. Altri invece maledirono se stessi. Una sagoma scura si avvicinò e speronò la nave. Alcuni uomini saltarono sul ponte e cominciarono a scontrarsi con la ciurma. Gaynor era confusa. “Madame, andate sottocoperta, presto!” Gridò qualcuno dell’equipaggio. Ma qualcuno le si avvicinò, prendendola e facendole perdere i sensi. "Hai letto, ti piace?" Chiese Gaynor a Missan. "Si, l'ho letto ieri notte." Rispose questi. "Allora?" "Beh, un trattato sull'Amor Cortese non è proprio ciò che gli altri si aspettano da te." "Non mi interessa il loro giudizio." Disse Gaynor. "Tu cosa ne pensi?" "E' scritto bene, è gradevole, si legge tutto d'un fiato..." "Ma?" "Gaynor..." fissandola Missan "... storie di amanti, di grandi amori... hanno ormai fatto il loro tempo... e poi tutti quei richiami alla religiosità... sai che gli altri non apprezzerebbero se leggessero..." "L'amore, quello vero, è sacro!" Replicò lei. "E non è di questo mondo! In qualsiasi modo tu lo voglia chiamare!" "Stai solo perdendo il tuo tempo e le tue energie con queste sciocchezze..." con un sorriso bonario lui "... dai, dimentica tutte queste cose... domani sarà un giorno importante... ci riuniremo nel Palazzo della Ginestra." Gaynor fu destata da quel sogno, eco di un ricordo lontano, da quel lieve alone che le riscaldava il volto. Proveniva da una lampada. La ragazza si guardò allora intorno. Era in un morbido letto, avvolta in preziose e profumate sete d’Oriente. La stanza era abbellita da diversi monili, tele e mobili di gusto esotico e nell’aria era diffusa la delicata fragranza di un’essenza sconosciuta, ma ammaliante per i sensi. Nel mezzo della stanza, proprio davanti al letto in cui si trovava, vi era un tavolino d’ebano, intarsiato di madreperla, con varie incisioni raffiguranti scene di caccia alla tigre e ad altri animali rari o leggendari. Sul tavolino vi erano diversi calici di cristallo e ottone, ricolmi di un qualche elisir del colore della porpora più pura. Ed alzando lo sguardo, Gaynor, si accorse di non essere sola; nella stanza vi era infatti un ragazzo dalla pelle scura e di corporatura esile. Era abbigliato con vesti di gusto orientale e la fissava senza dire nulla. In quel momento Gaynor si accorse di non avere null’altro addosso, da quelle sete che l’avvolgevano. ![]()
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO Ultima modifica di Guisgard : 17-10-2011 alle ore 03.33.41. |
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#663 |
Cittadino di Camelot
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Mi accomiatai dalla sarta e scesi velocemente le scale, arrivata al giardino trovai già il buon vecchio Roowey il quale, però, stava facendo valere il suo compito di custode. Mi avvicinai a Lyo e sentii ancora parole di disgusto nei confronti miei e di tutte le persone che vi dimoravano "Messer Lyo" risposi "voi che siete cosi puro e nobile di spirito, cosi umile potreste darci delle ottime lezioni. Non sapete che sono fuggita dalla casa di Lady Sophia poichè ella proprio davanti a Lord Carrinton mi umiliò per le mie origini irlandesi? Perchè viveva alle spalle di rendita dei miei genitori? Fu un caso quella notte, dopo avervi portato al Belvedere, volevo ritornare a casa sola, ma il vostro buon amico mi disse che sarei stata accompagnata da dei cavalieri di Lord Tudor, improvvisamente arrivò il milord e mi offri di essere accompagnata a casa, e voleva ringraziare Lady Sophia....della ospitalità che dava a me e...al mio consorte, ovvero voi. Se lo avesse detto a quella vipera, ella ci avrebbe messa nei guai, ho dovuto dire tutta la verità per salvare me e voi dalle vostre menzogne, ero spaventata da questo milord per come voi lo avevate descritto e cosi accettai tutto ciò che egli mi proponeva. Poi....poi conoscendolo bene ho capito che non era quel pallone gonfiato che voi ne avevate parlato, solo pochi possono conoscere il vero Lord Carrinton. Lyo, io vi devo la vita, ma voi cosi mi state come minacciando, di compiere qualcosa di terribile se non vi do il mio amore? Ma l'amore non si può ottenere con la forza". Non finii di parlare per far ragionare Lyo, quando i due scudieri arrivarono per portarlo via ma fu troppo tardi. Con un galoppo veloce i cavalli della carrozza del milord arrivarono ed egli scese, adirato, ora era diventato quel milord che non conoscevo. Vidi i quattro presi da una furibonda lite. Mi avvicinai, ero stanca di questi comportamenti, questa ostilità tra le persone e quasi urlai "miei cavalieri, smettetela per carità. Noto che la mia presenza crea solo disordini in queste lande, ho preso la mia decisione. Stanotte salperò e me ne tornerò in Irlanda." Mi voltai verso Lyo "cosa pensate io sia? che gioisca di favori da parte di questo milord? io e il milord siamo solo ottimi amici, mai e poi mai egli nutrerebbe dell'amore per me e fu sempre uomo di rispetto". Con le lacrime agli occhi mi rivolsi a Lord Carrinton, per un attimo mi soffermai su quel bel volto e scossi il capo "mi scusi milord, me ne devo andare via da qui. Da quando sono arrivata in Inghilterra ho solo trovato persone ostili, non parlo di voi, e messer Lyo qui presente pure fu uno dei pochi che mi mostrò la sua benevolenza ma vedo che l'amore lo sta accecando". Detto questo entrai in casa e ordinai a Angry di aiutarmi a preparare i bagagli.
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"Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte". E.A.Poe "Ci sono andata apposta nel bosco. Volevo incontrare il lupo per dirgli di stare attento agli esseri umani"...cit. "I am mine" - Eddie Vedder (Pearl Jam) "La mia Anima selvaggia, buia e raminga vola tra Antico e Moderno..tra Buio e Luce...pregando sulla Sacra Tomba immolo la mia vita a questo Angelo freddo aspettando la tua Redenzione come Immortale Cavaliere." ![]() Ultima modifica di Altea : 17-10-2011 alle ore 10.51.54. |
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#664 |
Cittadino di Camelot
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Guardai la donna e dissi lo pressa in chiesa perchè cosa succede dissi tutto agitato cosa avete letto continuai a dire mentre la giardavo e aspettai una sua risposta
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#665 | |
Cittadino di Camelot
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Non risposi alle domande di Renart... lui non sapeva, non immaginava neanche, e comunque non avrebbe mai potuto capire! Era molto meglio che continuasse a crogiolarsi nelle sue convinzioni... era molto meglio che continuasse a vedermi soltanto come una Colombiana... era molto meglio per tutti, soprattutto per lui!
Raggiungemmo il carrozzone e io subito mi diressi verso il baule che conteneva tutti i nostri costumi, iniziando a rovistare in cerca di quello più adatto per le prove in corso in quel momento... Udii lo scambio di battute tra Renart ed Essien, ma non vi posi molta attenzione... sorrisi a Fantine, venuta ad aiutarmi con la ricerca del costume, ma non risposi a nessuna delle sue curiose domande sulla temporanea sparizione mia e del soldato... Poi, inaspettatamente, colsi quello stralcio di conversazione sussurrata... Citazione:
Gli altri non si erano accorti di nulla, presi com’erano dall’allestimento delle prove, dalle loro parti, dagli aggiustamenti ai costumi o alle battute... persino Renart era occupato: pressato da Tissier che si era imposto di insegnargli a sospirare alla luna in modo un tantino più convincente... Per un attimo fui incerta su che cosa fare. Mi chiesi che cosa sapesse Essien di Tafferuille e dei Pomerini... mi chiesi se, per caso, non fosse quella la ‘cosa urgente’ che aveva da dirgli... Avrei dovuto fidarmi di Tafferuille? O forse, più propriamente, avrei soltanto dovuto farmi i fatti miei... E tuttavia... Con quale diritto si intraprende una strada se poi non si ha il coraggio o la determinazione per percorrerla? Lesta come un lampo e senza pensarci oltre, afferrai il piccolo paniere di vimini abbandonato accanto al baule dei costumi e, cogliendo il momento più giusto, scivolai silenziosamente dietro il carrozzone... Essien e Tafferuille erano piuttosto lontani, ormai, ed era abbastanza improbabile che si accorgessero di me. Sorrisi. Poi mi infilai tra gli alberi e presi a seguirli di nascosto.
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#666 |
Cittadino di Camelot
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<<Che cosa hai combinato?>> Urlai a Lyo
Entrai in casa mentre Lord Carrinton, Lyo e Marco litigavano ancora.. Il servo di Lady Altea non voleva farmi passare ma alla fine ebbi la meglio su di lui e salii le scale.. Il corridoio era tutto buio ma una camera emetteva la luce fioca di una candela.. Mi avvicinai ed entari.. Lady Altea era sul letto che piangeva.. Mi avvicinai senza sapere neanche io quello che stavo facendo.. <<Milady non piangete.. State bene?>>
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#667 |
Cittadino di Camelot
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Salii nella mia camera, sentivo le voci concitate quasi affievolirsi, solo il silenzio di quelle stanze cupe rotte dal mio inconsueto pianto.
"Altea" pensai "piangi? è raro che io pianga, cosa mi sta succedendo?". Ad un tratto sentii la porta della stanza aprirsi, pensai fosse Angry subito pronta a prepararmi i bagagli. Alzai lo sguardo e con stupore invece mi trovai di fronte quello scudiero, sul momento trasalii ma poi rimasti stupita da quelle sue parole di conforto. "Non molto bene messere come vedete" sospirai "vi ringrazio per il vostro interessamento. Non riesco più a capire cosa stia succedendo, tutto questo come sempre è dovuto all'impeto di Lyo. Vedete, io non voglio partire...vorrei rimanere qui. Ma so che se rimanessi Lyo si metterebbe nei guai per me, e ancor di più non capisce che io ho sempre promesso a lui una profonda amicizia, che lui ha tradito. Sir Carrinton, disse che se avrebbe osato avvicinarsi a me o dirmi una mala parola, gliela avrebbe fatta pagare. E Lyo non conosce dove sono i suoi limiti, si crede invincibile. Infatti gli dissi di non arrischiarsi a uscire con quell'occhio malconcio ma fa di testa sua. E non voglio nemmeno che Lord Carrinton compia qualche gesto di ira verso Lyo, sapete sembra un uomo duro ma in realtà io lo conosco per persona diversa. E se ora sentite quel parapiglia nei piani di sotto è tutta colpa mia".
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#668 |
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<<Non penso proprio milady.. Quello che sta succedendo là sotto è tutta colpa di Lyo.. Ha la testa dura.. Non capisce quando deve tacere e agisce d'impulso comunque non dovete per forza partire.. Io avrei un idea..>> Dissi con sguardo furtivo
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#669 |
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"Allora se lo dite anche voi, non sono solo mie supposizioni." esclamai stupita" un'idea? orbene, ditemi messere."
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<<Non bisogna per forza tornare in Irlanda milady.. Potete sempre andare in un'altra città di questo splendido paese e ricominciare una nuova vita.. Io vi scorterò ovunque vogliate.. Più di questo non posso fare.. Se poi volete tornare in Irlanda non sono io a impedirvelo però vi chiedo di non farlo.. Lyo è impulsivo ma ci tiene moltissimo a voi.. dovevate sentire quando parlava di voi.. Sembrava che parlasse di un Angelo.. è davvero innamorato di voi milady..>>
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