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Vecchio 12-11-2010, 21.33.34   #66
Sibilla
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Sibilla ha un'aura spettacolareSibilla ha un'aura spettacolare
Ed eccomi qui ancora. Oggi sono uscita con mio marito e mi sono ritrovata davanti ad uno dei miei quadri preferiti "Giuditta ed Oloferne" di Caravaggio.



Ed ecco un'altra eroina molto interessante che non mi dispiace affatto.
Il re degli Assiri Nabucodonosor decide di attaccare il re
Arpacsàd. Quest'ultimo trova molti alleati tra le popolazioni vicine e raduna un esercito potente. Nabucodonosor allora manda richiesta di alleanze e truppe ai suoi vicini ma questi lo ignorano totalmente. Nabucodonosor riesce a sbaragliare il re nemico e, sdegnato verso coloro che lo avevano ignorato, decide di vendicarsi. Chiama il suo generale , gli affida quello che all'epoca era l'esercito più potente della zona e gli ordina di distruggere quelli che lo avevano ignorato. Oloferne parte e fa esattamente quello che gli era stato ordinato: distruzioni e massacri. Poi giunge alla città di Betulia arroccata sulle montagne, la città dove viveva la splendida Giuditta.
Oloferne accerchia la città, taglia i rifornimenti idrici e aspetta, la città sarebbe caduta. In città cominciò a scarseggiare l'acqua e la fede cominciò a vacillare tanto che, in pratica, gli abitanti concessero 5 giorni al Signore per salvarli altrimenti si sarebbero arresi. Giuditta era una giovane vedova di alta moralità e chiara virtù ancora in lutto per la morte del marito. Saputo della specie di ultimatum concesso a Dio fa chiamare i notabili della città e chiede loro chi credono di essere per cercare di forzare la mano a Dio. Sarebbe stata lei a salvare la città se il Signore avesse voluto che le cose andassero così. Quindi abbandona il lutto, si fa un bagno, indossa gli abiti migliori, tutti i suoi gioielli e chiama la sua serva incaricandola di prendere cibo sufficiente e di seguirla. Le due si dirigono al campo di Oloferne e si fanno portare al cospetto del generale. Giuditta era una bellissima donna e questo sicuramente l'aiutò comunque disse al generale che Dio era scontento degli abitanti di Betulia e che quindi non avrebbe protetto la città. Il generale avrebbe dovuto solo aspettare il momento opportuno e non avrebbe perso neanche un'uomo, lei avrebbe pregato ogni sera nel deserto fino a quando il Signore non le avesse parlato. Così Oloferne concede alle due donne di recarsi a pregare nel deserto tutte le notti ed ordina ai suoi soldati di lasciarle passare. Dopo qualche giorno di via vai verso il deserto il generale invita Giuditta a cenare nella sua tenda. Lei accetta di buon grado e quando il generale è sotto l'effetto delle libagioni.... gli taglia la testa. Le due donne avvolgono il trofeo in una stoffa e, come tutte le sere, si dirigono verso il deserto per le preghiere. Ovviamente i soldati non ci trovano nulla di strano e le lasciano passare. Così raggiungono la città dove raccontano quanto successo ed il giorno dopo la testa viene appesa sugli spalti e la città è salva.
Ecco un'umile donna che si fa strumento di Dio ed usa il suo ingegno al meglio...
Comunque trovo affascinante l'espressione di Giuditta nel quadro... lei sa di dover compiere quel gesto estremo e cruento, ne prova repulsione ma non esita... almeno così mi piace pensare.
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